UX Designer il professionista digitale: chi è e di cosa si occupa

La tecnologia è da alcuni vista come causa della diminuzione di posti di lavoro. La stessa accusa fatta un tempo ai grandi macchinai usati nelle fabbriche. In realtà, sono solo simboli della società in trasformazione, un processo che non si può fermare.

Soprattutto, la tecnologia sta facendo nascere una serie di nuove professioni digitali e di nuove figure imprenditoriali. Abituarsi a non sottovalutare tali profili emergenti sarà è una opportunità per tutti; significa ritagliarsi il proprio ruolo e sviluppare le proprie capacità. Fra queste opzioni, c’è anche l’UX Designer, colui che crea il sito web pensando alle necessità degli utenti.

Chi è L’UX Designer?

L’UX Designer fa parte delle categorie professionali considerate “introvabili”; e questo nonostante tale figura sia apparsa sul mercato già negli anni ’90. Il nome è stato coniato dallo studioso di scienze cognitive e di psicologia Donald Norman. Un periodo di tempo comunque ancora ristretto, che per esempio non influisce nella scelta della scuola superiore a cui iscriversi; i ragazzi così prediligono scelte più tradizionali senza conoscere a fondo le nuove opportunità del mondo del lavoro.

Acronimo di User Experience Design (“il design dell’esperienza dell’utente”), questo titolo dal sapore esotico sta che a indicare colui che si occupa di migliorare l’esperienza degli utenti all’interno di interfacce digitali aziendali; si impegna a garantire loro una navigazione facile e accessibile evitando confusione e perdita di tempo, spesso colpevoli dell’abbandono del sito stesso.

Si pensi, ad esempio, di quanto il numero di passaggi dal carrello all’inserimento degli estremi bancari influenzi il ripensamento del potenziale acquirente.

Qualsiasi prodotto digitale (da un sito, all’eCommerce, all’applicazione) è fondamentale che sia, per chi sta a interagire dietro allo schermo, interessante, rapido e intuitivo. Si è scoperto, infatti, non bastare l’estetica per renderlo appetibile al pubblico. Risulta invece necessaria la cooperazione ordinata tra disegno e funzioni.

Le competenze dell’UX Designer

L’UX Designer detta le regole per la corretta implementazione delle funzioni e degli elementi che un sito o una app dovrebbero avere per riscontrare gradimento nel proprio pubblico. Per ottenere estetica e funzionalità, la progettazione deve essere affidata a qualcuno dalle competenze trasversali che, spaziando dalla grafica a conoscenze di user research, di content strategy e di programmazione, sarà in grado di soddisfare il fabbisogno del target (già osservato in fase di indagine preliminare).

Si tratta di una disciplina variegata composta dal mix di marketing, design, project management e psicologia.

L’estetica viene prevalentemente affidata all’UI Designer. Nelle aziende solo un’interazione adeguata tra UI e UX Designer (spesso interpretati dalla medesima persona) saprà raggiungere l’obiettivo primario: portare a compimento le conversioni. Le conversioni permettono di trasformare un semplice utente in cliente fonte di guadagno per l’azienda. Esse sono direttamente proporzionali alla prima impressione che l’accesso a un sito o a una app suscita nello spettatore.

Per testare il grado di apprezzamento in fase di progettazione, l’UX Designer ricorre ai test A/B.

Test A/B

L’UX Designer o web designer deve essere, in primis, un buon osservatore: in fase di ricerca di mercato iniziale per capire fabbisogni, sogni, desideri e ambizioni dell’utente (così da risalire al profilo target da sedurre); in corso d’opera per avere riscontro man mano che il progetto prende forma.

Visti i costi dell’investimento, è buona cosa evitare sprechi di tempo e denaro assicurandosi di essere sulla strada giusta ossia quella in grado di condurre senza intoppi il cliente all’acquisto su un sito di eCommerce (esempio di contesto concreto). I test intermedi utili a monitorare il cambiamento di apprezzamento delle persone per il sito o le applicazioni in cantiere prendono il nome di A/B.

A e B sono le diverse versioni di un medesimo disegno.

Lo scopo di entrambe è univoco, cambiano gli elementi grafici e funzionali con cui l’utente si dovrà interfacciare.

Da quello osservato sinora, resta invariata la direzione delle adesioni: essa si dirige verso la più funzionale ed efficiente tra le offerte proposte.

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